Bruciare
(il cuore sepolto arde costante)
Abbiamo un secondo cuore (di cui sappiamo poco).
Abita nelle profondità della terra.
Si muove in orbite lente e luminose, come brace.
Somiglia a una strega sepolta che non ha mai smesso di essere potente.
Ha lo sguardo di un vecchio animale che si sta avvicinando alla morte: con quella grazia che è pazienza, con la fiducia sovversiva nel fatto che qualche processo, millimetro dopo millimetro, sta accadendo.
Scivoliamo veloci in superficie.
Spesso cadiamo in grandi buchi: domande profondissime.
Come recupero la vita che non ho mai potuto vivere?
Come riparo la voragine con cui sono nato?
Come resto autentica, fedele e a me stessa, nel vortice del mondo?
Come vivo uno sguardo sul mio corpo, se questo non è mai stato visto?
Fa tanto male accettare di essere rotti - e che questo vuol dire che, irrimediabilmente, qualcosa dentro è mutato per sempre.
Diventiamo come quegli orsetti che stringevamo forte da piccoli: rattrappiti ma con gli occhi buoni.
Non siamo più quelli di prima.
Eppure, il cuore sepolto arde costante.
Anche se siamo senza appigli e senza direzione, il cuore-brace ci insegna che i tempi dell'Anima somigliano ai movimenti abissali dei pianeti
— anche se a noi, piacerebbe tantissimo misurare i nostri progressi con un righello.



